COMUNICATO STAMPA – 20 marzo 2008

POSTE ITALIANE SpA in giudizio.

 

2008, Nella fattispecie contrattuale Do ut facias  pare non esistere per le Poste Italiane Spa perché il loro legale ha ribadito che il cliente deve firmare un contratto, pagare la spedizione ma loro non sono tenuti a dare alcun riscontro sull’esito del servizio oggetto del contratto visto che, testuali parole, consegnano milioni di corrispondenze e certo non sanno che fine fanno 200.000 riviste e 45.000 lettere.

 

4 febbraio 2008, l’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti, rappresentata e difesa dall’Avv. Giampaolo Pacini di Firenze, ha inoltrato al Tribunale di Firenze un Ricorso ex art. 700 c.p.c. contro la società Poste Italiane SpA. essendo risultata inadempiente rispetto alle obbligazioni assunte (non avevano provveduto alla consegna, né delle lettere contenenti i bollettini, né dei tre numeri della rivista inCAMPER, né delle lettere posta prioritaria contenenti la tessera dell’associazione e/o vi aveva provveduto, nel migliore dei casi, con intollerabile ritardo).

 

19 marzo 2008, all'udienza le Poste Italiane SpA hanno depositato la comparsa di costituzione e risposta. dove contestano i presupposti del richiesto provvedimento d'urgenza e affermano che il servizio di "Posta Target Magazine", dedicato a coloro che spediscono un numero rilevante di riviste e buste, è snello e veloce a fronte di un prezzo basso, ma che in nessuna parte della convenzione stipulata tra le parti esiste un impegno di Poste a certificare l'avvenuta consegna. In parole povere per loro non esiste la convenzione sottoscritta dove all'articolo 8 è espressamente previsto che le Poste sono responsabili nei confronti del Cliente dei danni derivanti dalla esecuzione delle attività connesse e comunque esclusivamente a titolo di mancata o parziale distribuzione del materiale. In tal caso l'eventuale rimborso sarà pari ai corrispettivi versati dal cliente per il quantitativo di merce non consegnato. L’Avv. Pacini ha fatto presente al Giudice questa circostanza, così come altre, che individuano un preciso obbligo delle Poste Italiane SpA di dire, quantomeno, l'entità materiale di quanto NON è stato effettivamente consegnato ai destinatari. Diversamente non si comprende come potrebbero le Poste Italiane SpA restituire i corrispettivi pagati. Infine, non si comprende come detta Società non tenga conto che l'apposita convenzione sottoscritta individua diritti e soprattutto obblighi per entrambe le parti, non solo per il cliente. Secondo l'aberrante ricostruzione di controparte, in parole povere, le Poste Italiane SpA avrebbero solo diritti (percepire il prezzo del servizio) e l'utente avrebbe solo obblighi tanto da non poter chiedere alcun riscontro sull'effettivo svolgimento di un servizio per cui sono sati pagati ben 80.000,00 euro mettendo a rischio la sopravvivenza dell’Associazione per le mancate consegne.

Al Giudice la sentenza.

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